Alcuni spunti sul messaggio della X Giornata mondiale di preghiera per il Creato

Il Messaggio per la pace del 1990 di Giovanni Paolo II era intitolato Pace con Dio creatore, pace con tutto il creato. Già allora, il Papa, commentando il racconto della creazione, parlava dell’esperienza della sofferenza della terra, comune anche a coloro che non condividono la nostra fede in Dio. «Stanno, infatti, sotto gli occhi di tutti le crescenti devastazioni causate nel mondo della natura dal comportamento di uomini indifferenti alle esigenze recondite, eppure chiaramente avvertibili, dell’ordine e dell’armonia che lo reggono. Ci si chiede – scriveva il Papa – se si possa ancora porre rimedio ai danni provocati».

Ci chiediamo, a venticinque anni di distanza da queste parole, oggi, a che punto siamo? Dobbiamo dire che, la coscienza ecologica è maturata in diversi individui, gruppi e ambienti formati da credenti e non credenti. A livello legislativo, a fronte dei vari percorsi e programmi di transizione ecologica a livello istituzionale, è sorto tutto un movimento negazionista del cambiamento climatico con la minimizzazione e, in certi casi ridicolizzazione, della relativa questione ecologica. Per rispondere a queste tendenze Papa Francesco pubblicò la Laudate Deum il 4 ottobre 2023.

L’attuale governo degli USA, sostenuto da aziende che fanno profitti sui combustibili fossili, sta conducendo un assalto globale a tale transizione energetica, abbandonando tutte le istituzioni mondiali per la difesa dell’ambiente e arrivando a definire il cambiamento climatico «un imbroglio». D’altra parte, solo chi possiede le terre rare può permettersi una transizione green. Da quello che sappiamo, la Cina possiede la maggior parte delle risorse utili a produrre tecnologie che rispondano ai programmi di decarbonizzazione. Il passaggio a forme energetiche alternative in ambito cinese è un dato di fatto che ha portato a un’economia che sta sopravanzando nel quadro internazionale. Ecco che la questione è diventata quella di stati, o gruppi di stati, che sull’utilizzo della terra, dell’acqua e dell’ambiente decidono sulla base di benefici economici e alleanze geopolitiche. 

In questo scenario mondiale, si inserisce il Messaggio del papa per la X Giornata Mondiale di preghiera per il Creato fissata per il 1° settembre che porta il titolo voluto da Papa Francesco Semi di pace e di speranza. Partendo da tale data inizia il Tempo del Creato, iniziativa sostenuta da diverse realtà, tra cui il Movimento Laudato si’, il Consiglio Ecumenico delle Chiese, la Federazione Luterana Mondiale, la Comunione Anglicana, con iniziative ecclesiali, veglie, riflessioni e liturgie fino al 4 ottobre. È un’opportunità per unirsi a chi si impegna nel mondo a favore della conversione ecologica. Infatti, per noi cristiani, «la crisi ecologica è un appello a una profonda conversione interiore» (Laudato si’, 217). Papa Francesco scriveva che alcuni cristiani si fanno beffe della cura per l’ambiente col pretesto del realismo e della pragmaticità. Altri sono incoerenti e aspettano a cambiare le proprie abitudini e diventano così incoerenti.

La conversione ecologica fa emergere e si fa carico di tutte le conseguenze dell’incontro con Gesù nelle relazioni con il mondo che li circonda. Ciò vuol dire riconciliazione con il creato, cambiamento interiore, conversione comunitaria con l’assunzione di «vari atteggiamenti che si coniugano per attivare una cura generosa e piena di tenerezza» (LS 220). Ciò comporta gratitudine e gratuità, consapevoli che il creato è dono dell’amore del Padre. Il credente riconosce e contempla i legami con i quali il Padre ci ha unito a tutti gli esseri. Facendo crescere le capacità che il Signore ha dato a ciascun credente, tale atteggiamento di conversione vuol dire sviluppo della sua capacità e del suo entusiasmo al fine di affrontare e contribuire a risolvere i drammi del mondo, nell’offerta di sé come sacrificio puro, santo e gradito a Dio. Ciò deriva dal riconoscimento del fatto che Dio ha creato il mondo inscrivendo in esso un ordine e un dinamismo che l’essere umano non ha il diritto di ignorare.

Con la Missa custodia creationis la Chiesa offre un sostegno liturgico, spirituale e comunitario per la cura che tutti dobbiamo prestare alla natura. Tale servizio è un grande atto di fede, di speranza e di carità.  Con il nuovo rito che entra a far parte delle Messe e Orazioni per varie necessità o ad diversa, siamo invitati a rinnovare la nostra gratitudine, a rafforzare la nostra fede, a rispondere con cura e con amore, sentimento, rispetto e responsabilità, siamo chiamati ad amministrare fedelmente ciò che il Signore ci ha affidato. Per i credenti, scrive Leone XIV, la giustizia ambientale è un atto di fede, perché l’universo riflette la fede in Gesù Cristo. Se tutti gli uomini sono stati creati e redenti, i credenti sono i primi a soffrire per gli effetti devastanti della devastazione ambientale.

In ogni liturgia tutta la creazione partecipa alla lode di Dio per mezzo di Gesù Cristo. Si pensi alla preghiera per la benedizione dell’acqua nel sacramento del Battesimo dove si evocano le opere mirabili di Dio nella storia della salvezza, perché ora l’uomo fatto a immagine di Dio, per mezzo di Cristo, possa rinascere come nuova creatura. Si pensi al prefazio della Preghiera Eucaristica IV: «E noi, fatti voce di ogni creatura, esultanti cantiamo».  Tutto il creato celebra la grandezza del Signore attraverso l’uomo, che ne è la sintesi suprema, il vertice; solo attraverso di lui il cosmo può realizzare la sua vocazione alla lode di Dio.

don Giovanni de Nicolo
direttore Ufficio diocesano per l’ecumenismo e il dialogo interreligioso