Let’s go! Andiamo! Papa Leone e l’invito ai giovani riuniti ad Assisi

Una emozionate cornice di festa, preghiera e fraternità ha accolto ieri, 6 agosto 2026, Papa Leone XIV a Santa Maria degli Angeli ad Assisi. Nel cuore dell’anno in cui ricorre l’ottavo centenario del Transito di San Francesco, il Pontefice si è fatto pellegrino insieme a oltre 2.500 ragazzi provenienti da ogni angolo d’Europa per la giornata conclusiva del GO! Franciscan Youth Meeting. Un’occasione intensa, scandita prima da un dialogo spontaneo in piazza con i giovani e successivamente dalla solenne Celebrazione Eucaristica in Basilica.

Assisi, 6 agosto 2026. Il Papa incontra la Gioventù Francescana

Foto: Vatican Media

La mattinata ha preso il via nel piazzale della Basilica, dove tre ragazzi hanno rivolto al Santo Padre domande profonde sulla fede e sul senso del vivere contemporaneo. A Karolina, arrivata da Zagabria, che chiedeva come custodire e testimoniare una felicità autentica, il Papa ha ricordato che “se ci raduniamo nel suo nome, Lui viene in mezzo a noi e la gioia che ci riempie il cuore è libera e sincera. Questa gioia evangelizza, più delle parole, e non si può nascondere”.

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Incontrando poi l’inquietudine di Giovanni, ventisettenne di Bologna, preoccupato dalla dilagante “cultura del provvisorio” e dalla paura delle decisioni definitive, Leone XIV ha indicato la via di una fiducia ritrovata: “L’invito di Gesù, che ci chiama a seguirlo, illumina la nostra dignità e ci fa onorare quella altrui, provando fiducia e dando fiducia: questa dinamica è così liberante, che merita tutta la nostra passione”.

Infine Luigi, ventiduenne siciliano della Gioventù Francescana, ha toccato il tema delicato e doloroso delle ferite della Chiesa. Nella sua risposta, il Pontefice si è ricollegato direttamente alla chiamata del Poverello davanti al Crocifisso di San Damiano: «”Francesco, va’ e ripara la mia chiesa che, come vedi, è tutta in rovina!”: ognuno di noi ha un ruolo in questo cantiere sempre aperto. Abbiamo diverse responsabilità e vocazioni, ma camminiamo insieme, ispirandoci, aiutandoci e correggendoci a vicenda». E ha aggiunto: “Per condividere il desiderio del Signore, non serve mostrarci migliori di come siamo. Occorre riconoscere e lasciare agire Gesù Risorto nella nostra vita”.

Foto: Vatican Media

La solenne Eucaristia presieduta nella Basilica di Santa Maria degli Angeli è stata il culmine della visita. Sotto la cupola che custode la Porziuncola, il Papa ha consegnato all’Europa un forte messaggio di speranza e di coraggio. Prendendo spunto dal tema dell’incontro (“GO!”), il Santo Padre ha trasformato l’imperativo in un cammino condiviso: «Go! Andate! Meglio ancora: andiamo! Let’s go! Ai margini, dove l’ingiustizia e la prepotenza di pochi negano la dignità e i sogni di molti, di troppi figli e figlie di Dio».

Il Santo Padre ha spronato i presenti a rifiutare la tentazione del rigore superficiale o della prudenza paralizzante, lanciando un appello vibrante: «Cari giovani, oggi l’Europa e il mondo intero cercano in voi nuovi santi: osate credere nella parola del Vangelo, diventate umani con la libertà di Gesù Cristo, abbracciate sorella povertà!».

La visita si è conclusa con la consegna formale del mandato missionario. Mandando i 2.500 partecipanti a rientrare nelle loro terre d’origine come portatori della “letizia francescana”, Papa Leone XIV ha lasciato ad Assisi un’impronta indelebile: quella di una Chiesa giovane che non teme le complessità della storia, ma le abbraccia con la sola forza disarmante del Vangelo.