Proiettati nei bisogni degli altri

Riportiamo qui l’intervista pubblicata sul n. 22 del settimanale Luce e Vita, che approfondisce uno dei progetti premiati nella II esdizione del bando Caritas Parrocchie creat(t)ive. Sul passo degli ultimi, per condividere il tanto bene che una semplice firma gratuita può fare. Donare l’8xmille alla Chiesa cattolica in fase di dichiarazione dei redditi non ha costi e aiuta a realizzare tanti progetti per tutti.

Con il bando Parrocchie creat(t)ive. Sul passo degli ultimi promosso dalla Caritas diocesana, grazie ai fondi 8xmille, le comunità parrocchiali del nostro territorio sono state sollecitate a una progettazione sociale che guardasse ai bisogni dei quartieri e liberasse la fantasia e la creatività della carità.
Abbiamo intervistato Cinzia Berardi, responsabile dell’oratorio della Concattedrale di Ruvo, per il progetto Proiettati nei bisogni degli altri vincitore della II edizione (2024).


Quali sono state le attenzioni principali che hanno portato all’ideazione del progetto Proiettati nei bisogni degli altri e quali finalità si volevano raggiungere?
Il progetto partiva da due presupposti:
– la vera forza del bene sta nella comunione dei talenti e nel lavoro in rete di parrocchie e associazioni di volontariato che operano nel territorio cittadino;
– l’aiuto più valido che si può dare a chi vive ai margini della società per motivi di svantaggio economico o fisico o culturale non è ghettizzarlo in attività dedicate ma integrarlo in un contesto variamente assortito, permettendogli di tirar fuori le proprie capacità e di acquisire la consapevolezza di quanto di buono può fare per gli altri in una sorta di economia circolare del bene.
Le finalità del progetto sono state:
– formare ragazzi dai 16 anni in su a prendersi cura con tatto e delicatezza di minori e diversamente abili, facendo emergere le loro potenzialità e i loro talenti;
– togliere dalla strada i minori del territorio che non possono permettersi attività estive, coinvolgendo anche le loro famiglie;
– rendere i portatori di disabilità protagonisti, nella doppia veste di utenti e animatori del progetto, così da valorizzare il loro tempo e la loro manualità.

Come si è articolato il progetto? Chi sono stati i promotori o gli attori di questa iniziativa progettuale?
Il progetto si è articolato in tre fasi:
1. Mi formo per proiettarmi nell’altro: formazione di giovani e giovanissimi a cura della psicologa e catechista, dottoressa Maria Pagano, dei responsabili dell’oratorio e del parroco, don Pietro Rubini (giugno 2024).
2. Laboratori “Creat(t)ivi”: Mani operose, Amico sport, Mi prendo cura, Facciamo musica insieme (luglio 2024).
3. Condivido e mi verifico: incontri di condivisione e di verifica tra i soggetti partners e i loro ospiti, a partire da settembre e con restituzione finale il 12 dicembre, alla presenza del vescovo e dei responsabili Caritas diocesani. Promotori del progetto sono stati la Caritas della parrocchia Concattedrale di Ruvo e l’oratorio Anspi parrocchiale, nelle persone della referente del progetto Anna Guicciardini e della sottoscritta, in qualità di responsabile dell’oratorio.

Quali sono state le altre realtà associative o persone coinvolte?
Il Settore Minori della Caritas cittadina; il Centro Diurno Minori Nel Regno di Oz; il Centro Aperto Polivalente per minori e famiglie (gestito dalle cooperative Shalom, Vivere Insieme e Koinos); il Centro disabili L’Albero dei Desideri; l’azienda florovivaistica Florpagano, il cui titolare ha curato il laboratorio Mi prendo cura, fornendo generosamente terreno, semi, vasi e piantine per una particolare attività di giardinaggio, in cui lui ha insegnato ai bambini a prendersi cura delle persone come delle piante, affinché possano fiorire e poi i bambini stessi, sotto la supervisione degli animatori, hanno insegnato agli ospiti con disabilità dell’Albero dei Desideri.

Qual è stato il frutto più bello di questa esperienza di progettazione sociale e valorizzazione della comunità?
Proiettati nei bisogni dell’altro è nato con un preciso obbiettivo di inclusione. Troppo facile creare un progetto solo per i disabili, solo per minori disagiati, solo per anziani, solo per i poveri. La scommessa era stare tutti insieme e starci bene.
Soprattutto, creare le premesse per un cambiamento duraturo nel tempo, per un futuro di inclusione totale, assunta come habitus della parrocchia. Ebbene, abbiamo vinto: i bambini del Settore Minori della Caritas Cittadina e del Centro Diurno Nel Regno di Oz ormai sono parte integrante del nostro oratorio parrocchiale e lo considerano casa e alcuni genitori si affacciano per “dare una mano”, contagiati dall’entusiasmo dei propri figli. Gli ospiti del Centro disabili L’Albero dei Desideri hanno frequentato il nostro oratorio invernale e le varie iniziative parrocchiali, in assenza dei loro operatori e i bambini del Centro Aperto Polivalente Minori frequenteranno il nostro oratorio estivo, progettando insieme alcuni laboratori, grazie a relazioni consolidate e alla bellezza di lavorare insieme per il bene delle persone che ci sono affidate.

Quali difficoltà si sono incontrate nello svolgimento? Come le avete affrontate? C’è stato un motto o un atteggiamento che vi hanno guidato e accompagnato?
Le uniche difficoltà sono derivate dal fatto che eravamo tanti e diversi e che serviva tanta pazienza e capacità di coordinamento ma le abbiamo superate agevolmente in nome del motto “Insieme è più bello!”.

A progetto concluso, il sogno continua? Cosa vi portate da questa “avventura” di formazione e relazione?
La fantasia del bene ci fa continuare a sognare ad occhi aperti e a desiderare di avvicinare anche altre realtà associative e situazioni di povertà sociale, economica e culturale, forti del fatto che ora siamo una rete e, seppur diversi, guardiamo insieme nella stessa direzione.
Destinare l’8xmille alla Chiesa cattolica permette di realizzare tanto bene.

Che dire a chi ha dubbi sulla donazione?
Noi abbiamo potuto realizzare il nostro sogno grazie al contributo dell’8xmille alla Chiesa cattolica che ha consentito far fronte alle spese vive e ci ha permesso di dotarci di un impianto audio-video destinato alla formazione e ai momenti di convivialità e condivisione con i nostri nuovi amici.
Un gesto semplice, una firma gratuita, consegna nelle mani della Chiesa Cattolica gli strumenti per realizzare sempre più sogni di bene in ogni comunità.

a cura di Susanna M. de Candia

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