Presentiamo qui la testimonianza di uno dei giovani sacerdoti che sono partiti per accompagnare i giovani della Diocesi in tutta l’intensa settimana del Giubileo dei Giovani a Roma, condividendo spazi, fatiche, umori, risate e tanto altro. Giovani che hanno risposto con entusiasmo all’invito del Servizio diocesano per la Pastorale giovanile. Leggeremo anche il racconto e le impressioni di giovani che per la prima volta hanno preso parte ad un appuntamento.
«Dio […] che hai fatto di S. Giovanni Maria Vianney un pastore mirabile per lo zelo apostolico, […] fa che con la nostra carità guadagniamo a Cristo i fratelli (e le sorelle) e godiamo, insieme con loro, la gloria senza fine». Tornando a casa penso di rileggere con questa preghiera i giorni vissuti a Roma con i giovani della mia parrocchia e quelli della nostra Diocesi. Mentre scrivo, ricorre la memoria di San Giovanni Maria e, per evitare che l’esperienza di questi giorni si chiuda in sterili sentimentalismi e fugaci emozioni, il Signore mi dona la gioia di rileggere tutto alla luce della preghiera colletta della Liturgia odierna e ne sento tutta la forza e verità.
Sono partito per la prima volta da presbitero al giubileo dei giovani (impostato secondo lo stile della GMG) in cui incontro, preghiera, canti, risate, cori, riflessioni, catechesi, ospitalità, carità e tanta, tanta provvidenza hanno invaso le strade della nostra capitale, hanno illuminato la vita di tanti giovani che hanno partecipato a questa settimana… sì, mi viene da dire che hanno osato. Molti erano scoraggiati; da parroco ho vissuto la crisi di colui che voleva a tutti i costi che i giovani della sua parrocchia partecipassero, e molti hanno anche colto la scusa per abbandonare il cammino formativo annuale, ma oggi posso dire di essere contento anzi colmo di quella gioia (condivisa, come dice la colletta) con i giovani della parrocchia Maria SS. Immacolata ma soprattutto con gli altri 200 che hanno ‘osato’, hanno deciso di fare una scelta, controcorrente.

Quanta forza ci vuole nel mettersi in cammino oggi? Tanta, tantissima direi. Siamo il popolo delle corse e delle biciclettate, ogni giorno tanti invadono le strade provinciali correndo e pedalando per mantenere una forma perfetta e un fisico impeccabile, ma quanta fatica facciamo, a volte anche noi giovani, nel permetterci di correre dalla testa al cuore, dai tanti pensieri che a volte tarpano i battiti di ala e fanno restare intimoriti nei nidi delle comfort zone (così come l’ha chiamata, giustificandosi, una ragazza che ha deciso di non partecipare) alla profondità dei desideri più veri.
È forse per questo che Papa Leone ci ha voluti guidare nella riflessione a Tor Vergata, sia nella Veglia che nella S. Messa, attraverso l’esperienza dei discepoli di Emmaus. Con i volti sconfitti, i cuori rinchiusi per una speranza tradita, il giorno di Pasqua i due discepoli tornano a casa senza programmi per il futuro. A loro si fa vicino il Risorto per guidarli nella comprensione delle Scritture, come a ciascuno di noi si è fatto vicino il Santo Padre, attraversando la fantastica folla di giovani e ha gridato a tutto il mondo che: sì, il Signore è la nostra Speranza, che non delude. «L’incontro con Cristo Risorto […] cambia la nostra esistenza, […] illumina i nostri affetti, desideri, pensieri» (Leone XIV, Omelia a Tor Vergata, 3 agosto 2025).
È per questo che ci ha invitati a scelte forti, scelte coraggiose, un po’ come ha fatto 25 anni fa San Giovanni Paolo II richiamando i martiri del XXI secolo ai quali non è chiesta certo la vita, ma sono provati da una società del profitto e dell’interesse: «Forse a voi non verrà chiesto il sangue, ma la fedeltà a Cristo certamente sì». (Giovanni Paolo II, Veglia di preghiera a Tor Vergata, 19 agosto 2000). Si potrebbero leggere in maniera sinottica gli auguri rivolti in quello stesso luogo con 25 anni di differenza: «Non abbiate paura di affidarvi a Lui. Egli vi guiderà, vi darà la forza di seguirlo ogni giorno e in ogni situazione» (Giovanni Paolo II) che Papa Leone ha tradotto esortandoci con altre parole ma della stessa pregnanza: «Aspirate a cose grandi, alla santità, ovunque siate, non accontentatevi di meno» (Leone XIV).

Sintetizzare sette giorni in poche parole è davvero difficile, tradurre i prodigi che il Signore ha compiuto in questi giorni è complesso, soprattutto vedere i giovani delle varie comunità parrocchiali entusiasti affrontare le lunghe ore di attesa, le file per i pasti, gli incontri ed anche le riflessioni e le celebrazioni con la gioia nel cuore, ha riacceso una scintilla di speranza che, con onestà, si attende nella nostra Diocesi ormai stanca ed assopita.
Se dovessero chiedermi quale sia stato il momento più bello ed intenso, chiaramente è difficile sceglierlo, direi senza dubbio il tempo delle confessioni: mi ha permesso di sperimentare più chiaramente quanto Dio mi faccia gustare, nel ministero, la sua dolce amicizia. Ragazzi e ragazze che in fila attendevano il turno per avvicinarsi a noi sacerdoti, anche nel caos del pomeriggio a Tor Vergata, anche fra gente che si accalcava e la musica assordante, c’è chi si è avvicinato ed ha chiesto, sottovoce, quasi con il timore di disturbare: «Don mi puoi confessare»… anzi, lo confesso io, ce ne sono tanti che non ci sono riusciti per i tempi ristretti. Per tutto questo sento vera la citazione di Sant’Agostino che Papa Leone ha voluto richiamare rispondendo alla giovane Dulce Maria durante la veglia a Tor Vergata: «Nessuna amicizia è fedele se non in Cristo. È in Lui solo che essa può essere felice ed eterna» (Contro le due lettere ai pelagiani I,I,1).
È questa sua amicizia che siamo chiamati a testimoniare nella nostra quotidianità, tornando a casa. Anche noi, come Pietro, avremmo voluto dire: «Signore è bello per noi stare qui; facciamo tre tende» ma subito è ingiunta la voce del Signore: «Alzatevi non temete» e siamo tornati nelle nostre città, a casa.
don Luigi Ziccolella, parroco Immacolata – Giovinazzo
Da Terlizzi, il gruppo giovani della parrocchia SS. Crocifisso è stato l’unico – delle comunità parrocchiali cittadine – a partire per il Giubileo dei Giovani a Roma. Qui la testimonianza dei più giovani, che hanno preso parte per la prima volta a un incontro di fede dedicato ai giovani, di portata mondiale, sempre accompagnati dai “giovani veterani” della parrocchia.
Quando abbiamo deciso di partecipare al Giubileo sentivamo la necessità di prendere una pausa dalla routine frenetica. Siamo arrivati a Roma con tante domande, un po’ di stanchezza e il bisogno di fermarsi. Non sapevamo esattamente cosa aspettarci. Abbiamo incontrato tante persone con cui condividere silenzi, sorrisi, abbracci e preghiere.


Il momento più forte è stato camminare verso la Porta Santa di San Pietro e attraversarla. Abbiamo pensato ai pesi quotidiani, ai pensieri a volte difficili da esprimere a parole, alle colpe non perdonate, prima a noi stessi e poi a chi ci circonda. É stato come ricominciare da zero.
Non tutto è stato facile. A volte ci siamo sentiti soli anche in mezzo alla folla, a volte stanchi… quel silenzio ci ha dato modo di costruire uno spazio per ascoltarci, senza scappar via. Non sappiamo spiegare tutto quello che abbiamo provato ma sappiamo con certezza che ciascun momento ha lasciato in noi un segno indelebile. Abbiamo vissuto qualcosa di nuovo e speciale e, per questo, diciamo GRAZIE. Coglieremo l’invito di Papa Leone XIV di aspirare a cose grandi, ovunque saremo!
Questo Giubileo ci ha donato tante emozioni e tante opportunità, la più bella è stata incontrare persone di diversa nazionalità, con cui condividere gioia autentica. È stato per noi il primo evento religioso internazionale, lo splendore sta nel riconoscere tanti volti, tante mani giunte, tante personalità, tante vite accomunate dalla fede. È stata un’occasione per passare momenti di convivialità con persone della nostra diocesi, consolidare rapporti di amicizia e crearne nuovi.
Siamo felici di aver partecipato a questo Giubileo anche perché ci ha dato modo di conoscere da vicino Papa Leone XIV, di crescere e vivere la prossimità e di rappresentare la nostra piccola comunità di Terlizzi.
Giuseppe, Valentina e Raffaella – parr. SS. Crocifisso, Terlizzi


