Bambini e anziani stanno bene insieme, parola di Caritas!

Nella nostra Diocesi la presenza di don Tonino Bello e di don Ambrogio Grittani è quanto mai viva ed avvertita sempre come profetica soprattutto dalle persone più sensibili e fragili.
A testimoniarlo dal vivo, questa volta a Terlizzi, sono i bambini de La Casa di Santa Luisa e gli anziani della Casa di riposo Don Grittani, gestita dalle suore oblate di S. Bendetto Labre.

L’amicizia tra Caritas diocesana e le suore oblate è di lungo corso e ha già dato importanti frutti negli ultimi anni, specialmente dopo la missione comune in Nigeria dove, nello Stato dell’ex Biafra, è sorto un centro socio-educativo e sanitario per bambini e donne.

Le relazioni sono sempre foriere di umanità e speranza ed i legami che si vengono a creare aiutano le comunità a crescere. Lo racconta suor Roseline che, arrivata proprio dalla Nigeria, ha iniziato a prestare servizio anche per i bambini e li ha subito invitati a frequentare la Casa di riposo.

Francesca Dell’Aquila, assistente sociale, ci racconta che da un paio d’anni periodicamente – all’incirca ogni due mesi – i bambini del centro S. Luisa, incuriositi dalle attività che suor Roseline svolge con le persone anziane, incontrano i “nonni” presso la Casa di riposo Don Grittani e attraverso forme di animazione laboratoriale vivono un tempo di relazione, di cura e di sana affettività intergenerazionale.

Qualche giorno fa i bambini sono tornati a far visita alla Casa di riposo e insieme, anche in occasione della Giornata Mondiale dei Nonni e degli Anziani voluta da papa Francesco e fissata all’ultima domenica di luglio, hanno realizzato dei braccialetti personalizzati. Presenti anche i volontari del servizio civile universale della Caritas Diocesana da poco entrati in servizio.

Come specifica Francesca Dell’Aquila, «questa iniziativa favorisce la cultura della comunità e dello scambio attivo intergenerazionale» e quindi la condivisione di esperienze, competenze e conoscenze;  il risultato è un arricchimento reciproco sia per i più piccoli che per gli adultissimi e questo giova all’attivazione di dinamiche di socialità e alla costruzione di una comunità più sana in cui anche per persone più anziane,  al di là dei limiti di età o di qualche problema di salute, «si sentono parte attiva delle interazioni comunitarie».

D’altronde sono i piccoli gesti a fare la differenza e a seminare speranza. Allora, con le parole scelte da Papa Francesco per il tema della V Giornata Mondiale dei Nonni e degli Anziani (che si festeggerà domenica 27 luglio) e prese in prestito dal Siracide, possiamo dire: «Beato chi non ha perduto la sua speranza» (cfr. Sir 14, 2).   

L’augurio di Papa Francesco e del Dicastero per i Laici, la Famiglia e la Vita è quello di considerare le persone anziane segno di speranza in ogni famiglia e comunità ecclesiale. Di qui l’invito a favorire momenti di incontro e interazione tra bambini, giovani e anziani per onorare la bellezza della vita umana a qualsiasi età.

Susanna M. de Candia