Campo Unitario diocesano di AC: la profezia della prossimità nel segno di don Tonino

“Ama la gente – Incontrarsi oggi nel segno di don Tonino Bello” non è stato solo il titolo del Campo Scuola Diocesano unitario, ma il filo conduttore dei tre giorni vissuti dal 18 al 23 agosto. Il luogo che ha ospitato i responsabili parrocchiali, i membri di presidenza e delle équipe diocesane, ma anche semplici aderenti di AC – la Casa di Convivialità “Don Tonino Bello” ad Alessano – recava già nel nome il programma dell’esperienza. Sintonia e spirito di fraternità sono stati percepiti fin dal primo momento tra tutti i partecipanti provenienti dalle quattro città della diocesi.

diocesi di molfetta ruvo giovinazzo terlizzi - luce e vita - campo unitario diocesano di azione cattolica don tonino bello 2026

Il campo scuola ha preso avvio dalla Cattedrale di Molfetta, con la visita alla cattedra e alla Cappella del Crocifisso, al cui interno una teca custodisce il pastorale, la croce pettorale in legno, la mitra e i paramenti di don Tonino. Ci siamo poi recati in episcopio, accolti dal Vescovo S.E. Mons. Domenico Basile. Abbiamo visitato la stanza di don Tonino e la cappellina in cui pregava: luoghi che furono crocevia di tanti incontri, raccontati con emozione da don Gianni Fiorentino, suo segretario dall’89 fino alla scomparsa e oggi assistente unitario dell’Azione Cattolica diocesana.

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Giunti ad Alessano nel pomeriggio, la Presidente Margherita de Pinto (nella foto) ha illustrato la scelta del tema: “Ama la gente – Incontrarsi oggi nel segno di don Tonino”. Per farlo occorre guardarsi negli occhi, perché «un modo di stare nel mondo è la convivialità. È scegliere di fare spazio all’altro, riconoscendolo come un dono […]. È la logica della tavola, attorno alla quale nessuno è spettatore» (dalla relazione iniziale della Presidente). La Presidente ha poi posto la domanda guida del campo: «E chi è il mio prossimo?» (Lc 10,29). Per capirlo, ci siamo fatti accompagnare da don Tonino Bello, un uomo che «non ha cercato di essere originale, ma evangelico. Ed è proprio per questo che è diventato profetico». La serata si è conclusa con giochi di conoscenza curati da Miriam Minervini, vicepresidente diocesana del Settore Giovani e Francesco Zaza, coordinatore cittadino di Ruvo di Puglia.

Sabato mattina il primo ospite è stato don Salvatore Leopizzi, responsabile del Punto Pace di Gallipoli di Pax Christi e compagno di strada di don Tonino. Sul tema “La profezia di don Tonino: comunità che accolgono, pace che si costruisce”, don Salvatore ha tratteggiato il profilo di un consacrato radicato nell’Amore trinitario. La pace, ha ricordato, non è assenza di guerra ma giustizia e cammino faticoso da costruire con strumenti di pace, rievocando lo storico ingresso di don Tonino a Sarajevo con un «esercito disarmato». Alla testimonianza è seguito il laboratorio “Volti da incontrare”, sul tema dell’accoglienza, che ci ha offerto importanti spunti di riflessione.

Nel pomeriggio è intervenuto don Lucio Pompeo Ciardo, Direttore della Caritas diocesana e dell’Ufficio Pastorale Sociale, che ha mostrato come si passi «dalle parole ai gesti» con la Carta di Leuca, un’esperienza che da dieci anni raduna giovani del Mediterraneo per redigere proposte concrete di pace e fraternità.

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Il pellegrinaggio alla tomba di don Tonino è stato un momento intenso: un cammino a piedi dalla Casa di Convivialità al cimitero di Alessano accompagnati dal Vescovo e dai sacerdoti. Lì, come alla «fontana del villaggio», ognuno ha trovato refrigerio spirituale. A guidare la preghiera è stato don Gianni Fiorentino, proponendo cinque impegni concreti – Disarmare le parole, Coltivare un sano realismo, Costruire la Pace nella Giustizia, Rilanciare il dialogo, Assumere lo sguardo delle vittime – e ricordando che «questa stessa storia è abitata dallo Spirito del Risorto che agendo in noi ci rassicura […] non stancatevi di diventare testimoni di speranza nel mondo», oltre a meditare su testi tratti dal Libro dell’Apocalisse e da passi dell’Enciclica “Magnifica Humanitas” di Papa Leone XIV. La breve riflessione di don Gianni si è conclusa con queste parole: «Siamo immersi in una storia che sconcerta e che con le sue forze negative sembra spazzare via la nostra vita, il nostro futuro, i nostri sogni, soprattutto quelli dei più deboli: questo è un dato incontrovertibile! Ma questa stessa storia è abitata dallo Spirito del Risorto che agendo in noi ci rassicura […] e non stancatevi di diventare testimoni di speranza nel mondo».

La presenza di Trifone Bello e delle sue figlie è stata carica di una dolcezza infinita. Ogni partecipante ha sentito il bisogno di salutare un uomo ancora così legato alla nostra Diocesi per il tempo dedicato all’amato fratello, di cui custodisce e tiene viva la memoria autentica.

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La mattina di domenica è stata dedicata al lavoro in gruppi. Il laboratorio “Ponti da costruire” verteva su tre aspetti: disarmare il linguaggio, attivare comportamenti di accoglienza ed essere costruttori di pace nella quotidianità. La condivisione e la curata organizzazione delle dinamiche laboratoriali hanno permesso a ciascuno di scendere in profondità, rielaborando alcuni aspetti personali per crescere come promotori di pace, specialmente nell’assunzione di responsabilità educative.

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Nella relazione finale, la Presidente diocesana ci ha esortati a essere «presenza profetica, ad abitare le nostre città senza rinchiudersi nei nostri ambienti […]. Essere promotori di Pace significa assumere una responsabilità educativa». Ha poi sintetizzato il senso dell’esperienza nella parola generare: «Generare è ciò che accade quando l’amore diventa fecondo […]. L’Azione Cattolica, quando vive fino in fondo la propria vocazione, ama e genera cristiani adulti, capaci di abitare il mondo con la libertà e la responsabilità del Vangelo».

Alla domanda iniziale «E chi è il mio prossimo?» rispondiamo scegliendo di diventare prossimi: chi si fa prossimo sa amare e genera futuro. Il campo si è concluso con la Celebrazione Eucaristica presieduta da Mons. Domenico Basile nella chiesa del SS.mo Salvatore (nella foto) e con la visita alla casa natale di don Tonino. È stata un’esperienza profonda e ricca di grazia. Un grazie sincero alla presidenza diocesana per l’instancabile lavoro.

Buon cammino agli amici dell’Azione Cattolica di Molfetta, Ruvo, Giovinazzo e Terlizzi!

Sul numero di Luce e Vita in uscita il prossimo 4 ottobre sarà pubblicato un approfondimento pastorale dedicato ai temi e alle riflessioni emersi durante il Campo Scuola Diocesano unitario di Azione Cattolica.

Marta Binetti
membro dell’equipe diocesana del Settore Adulti e già vicepresidente diocesana S.A. negli scorsi trienni