Professionalità, esperienza e passione: cenni dallo stage SIR-FISC

Cinque giorni, trentasei ore, tanta vita, professionalità, esperienza e passione… Dal 7 all’11 luglio ho vissuto uno stage a Roma, presso la redazione del SIR – Agenzia di Informazione religiosa (e “on the road”!), grazie all’iniziativa promossa dalla FISC (Federazione Italiana Settimanali Cattolici). Insieme ad un’altra giovane collaboratrice del settimanale diocesano livornese, ho avuto modo di conoscere i giornalisti del SIR e soprattutto ci è stata offerta l’occasione di seguire vari eventi (istituzionali, pastorali, umanitari…) sia in autonomia che in affiancamento ad alcuni di loro.

La bellezza dell’esperienza è stata relazionale anzitutto, poi professionale. Questa dimensione ha tradotto la prima e l’ha resa speciale. Il SIR è una famiglia aperta alle persone, al mondo, alle notizie ed è espressione di un giornalismo etico e responsabile.

Dal lavoro di scrivania si passa agli appuntamenti dal vivo, dal comunicato stampa si allargano gli orizzonti. Si lancia, si aggiunge, si arricchisce, si va a incontrare i protagonisti, a conoscere le storie, a partecipare alla complessità della vita che scorre e procede in modo diverso per tutti, continuamente.

Nei cinque giorni di stage, abbiamo partecipato al convegno su Giorgio La Pira – per il settimo anniversario della sua venerabilità – presso la Camera dei deputati; abbiamo visitato la Sala Stampa della Santa Sede; abbiamo interagito con i giovani volontari dell’Infopoint per il Giubileo dei Giovani; abbiamo sperato di andare a Castel Gandolfo, dove Papa Leone ha poi celebrato l’Eucarestia per la custodia della creazione; abbiamo co-partecipato all’intervista al card. Zuppi e a Sua Beatitudine Sviatoslav Shevchuk, arcivescovo maggiore di Kyiv, a conclusione del sinodo della Chiesa greco-cattolica ucraina presso il collegio ucraino S. Giosafat; abbiamo assistito, nello storico palazzo dell’Ambasciata d’Italia presso la Santa Sede, alla presentazione della 46^ edizione del Meeting di Rimini (che si terrà a fine agosto).

E ancora, la video chiamata con Gianni Borsa, corrispondente da Bruxelles, il caffè con la segreteria della FISC e il referente del Copercom (Coordinamento delle associazioni per la comunicazione).

E poi, l’incontro che più mi ha segnato: l’arrivo all’aeroporto di Fiumicino di 119 profughi afghani che negli ultimi 4 anni sono stati rifugiati in Pakistan e sono stati accolti in Italia giovedì 10 luglio, grazie ai corridoi umanitari promossi dalla Comunità di Sant’Egidio, insieme allo Stato italiano e ad altre associazioni (ad accoglierli c’era Andrea Riccardi, fondatore della Comunità, e l’ambasciatore Pierfrancesco Sacco, oltre a tanti volontari). Toccante la testimonianza della giovane afghana Zohra che ha potuto mettere in salvo l’intera famiglia.

Nei giorni itineranti e intensi, c’è stato tempo personale per sostare qualche attimo sulla tomba di Papa Francesco nella Basilica di S. Maria Maggiore e riflettere su quanto abbia esortato i giornalisti a consumare le suole delle scarpe, ad ascoltare con l’orecchio del cuore e a costruire ponti con le parole.

Insomma, cinque giorni dinamici, stimolanti e attenti a ciò che accade fuori, nella stessa città come nel resto del mondo. Cinque giorni da cui torno motivata e con una sensibilità maggiore, tanto al locale quanto al globale, perché nel frattempo ho avuto in dono i racconti di vita di chi ho incontrato, dei giornalisti professionisti che hanno dedicato una parte del loro tempo e della loro esperienza ad allacciare rapporti con chi – come me e Claudia – vive maggiormente un contesto diocesano.

Un ringraziamento particolare al SIR e alla FISC – per permettere alle testate diocesane di avere uno sguardo più largo – nelle persone del direttore Amerigo Vecchiarelli e del presidente Mauro Ungaro e ai giornalisti SIR conosciuti in questi giorni, appassionati, competenti e accoglienti. I legami sono fondamentali e danno sostanza al giornalismo e alla vita. Un riguardo speciale a Daniele Rocchi, responsabile dello stage e riferimento costante in questa esperienza, a Riccardo Benotti per il supporto, a Marco Calvarese e Maria Chiara Biagioni per averci seguito e accompagnato – nel senso proprio di essersi fatti compagni di “servizio” – e a Valentina Bombelli per la cura e l’attenzione organizzativa.

Susanna M. de Candia