Suona Italodisco: un’estate e i suoi signficati

Nei primi anni del XV secolo Giorgio di Liechtenstein, principe vescovo di Trento, fece affrescare il meraviglioso Ciclo dei mesi nella Torre Aquila del Castello del Buonconsiglio. Tra i mesi dell’anno raffigurati, luglio e agosto sono gli unici nei quali prevalgono le attività lavorative umili dei contadini, a scapito delle attività degli aristocratici, ridotte figurativamente al minino nei dipinti. Tagliare il fieno, raccogliere l’erba, legare i fasci, pescare in barca, sono le occupazioni estive dei più, mentre pochi nobili si dedicano alle attività falconiere e il parroco nella sua casa legge.


Fuori da quella torre, in contrasto con i colori miti della pittura gotica, a distanza di diversi secoli, l’estate è divenuta tutt’altro. Chissà se i chierici leggono ancora, ma sicuramente i più non se la passano nei campi tra i fasci di fieno. Alla ricerca incondizionata di aria condizionata, tra una bevanda fresca e una anguria, suona Italodisco, sia per chi nel traffico rovente continua ad andare a lavoro, sia per chi suda ballando fino all’alba.


Ma, oltre che sfoggio di brands e rassegna di selfie, cosa è stata l’estate appena trascorsa?
In questo numero, mettendo da parte intellettualismi elitari, abbiamo voluto recensire alcuni tratti reali di questa stagione. Sono i vissuti dei nostri giovani, delle nostre città, e non solo. I vissuti, epidermide dell’esistenza, sotto i quali si cela sempre un desiderio che, come il sangue, scorre vitale nelle arterie della quotidianità. E l’estate fa venir fuori, come il sudore dai pori della pelle, questa smania di bellezza e di serenità, questa sete di vita sorridente.


Forse quel chierico intento a leggere, dalla finestra della sua casa, rappresenta più di un semplice dettaglio artistico. Sembra leggere un libro, ma sta leggendo la realtà, la realtà di una stagione estiva che, sia per chi lavori umilmente nei campi sia per chi si sdrai comodamente su un lettino in spiaggia, dice un desiderio di vita bella e una riconciliazione con il creato, dice il bisogno del cuore di comprendere la storia e non solo viverla, dice impulso ingenito per uno stato di quiete quasi prelapsario, dice ricerca profonda di Dio e di quel Disco Paradise che all’alba non termini, ma incominci davvero!

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