XXI Giornata Diocesana del Creato celebrata col Vescovo Mons. Basile nell’agro di Ruvo di Puglia
Sabato 19 settembre 2026 una rappresentanza della comunità diocesana di Molfetta – Ruvo – Giovinazzo – Terlizzi ha vissuto un intenso momento di preghiera per la Ventunesima Giornata Diocesana del Creato. L’iniziativa, intitolata “Nel cuore della Murgia, per conoscere, amare e custodire la nostra terra”, si è svolta presso la Torre dei Guardiani, contrada Jazzo rosso a Ruvo di Puglia, ed è stata presieduta dal Vescovo S.E. Mons. Domenico Basile. L’evento è stato promosso dall’Azione Cattolica diocesana, presieduta da Margherita de Pinto, dall’Ufficio di Pastorale Sociale e del Lavoro, diretto da Silvia Bonzi, e dal Servizio per l’Ecumenismo e il Dialogo Interreligioso, diretto da don Giovanni De Nicolo.
Le nuvole e la leggera e rigenerante pioggia non hanno scoraggiato i coraggiosi partecipanti.
L’incontro è stato introdotto dal saluto di Margherita De Pinto che ha richiamato il senso dell’iniziativa come spazio da dedicare a sé stessi con lo sguardo al Creato con le sue bellezze e le fragilità. La conoscenza del territorio si è poi approfondita grazie al dott. Mariano Fracchiolla, agronomo, che ha ripercorso le origini del Parco dell’Alta Murgia, di recente proclamato Geoparco Mondiale UNESCO, nato dal basso, cioè dalle idee e dalla laboriosità di singoli e associazioni che hanno voluto sottrarre il territorio murgiano ai pericoli di usi impropri e devastanti che stavano avanzando a cavallo tra gli anni ‘80 e ‘90 del secolo scorso. Assieme a lui Andrea, operatore per Syndesi s.r.l. (gestore della Torre dei Guardiani) che ha illustrato ai presenti le prossime iniziative di sensibilizzazione in cantiere con scuole e gruppi.
A conclusione della preghiera, Mons. Domenico Basile ha rivolto una profonda riflessione pastorale. Ringraziando gli uffici promotori e i presenti, il Vescovo ha collegato le crisi contemporanee — le guerre e il degrado ambientale — allo stato del cuore umano. Inteso come la sede di emozioni, pensieri e scelte, il cuore appare oggi “interiormente diviso”. Per questo la salvaguardia della natura non può ridursi a sole misure tecniche, ma richiede una vera “cura della vita interiore”, chiamata universale che interpella ogni persona a custodire la parte più profonda di sé. Per i laici cristiani, questo cammino si traduce nella riscoperta della vita spirituale, indispensabile per ritrovare l’armonia con se stessi, con gli altri e con il creato, superando egoismi e violenze.
Mons. Basile ha poi invitato a “curare le nostre radici”. Ricordando le passate battaglie a fianco delle comunità contro le minacce ambientali, come l’insediamento di una discarica tra Canosa e Minervino, ha chiarito che custodire le radici significa proteggere concretamente l’ecosistema: la murgia, il mare e il suolo. Le radici non sono solo riti o tradizioni — pur preziosi, come il legame vissuto a Brooklyn con gli emigrati molfettesi —, ma vivono nell’impegno quotidiano di salvaguardare il bene comune che è il territorio in cui viviamo.
In conclusione, Mons. Basile ha dato appuntamento al 25 settembre a Molfetta, presso la parrocchia Madonna della Pace, dove sara presente il Cardinale Pizzaballa per parlare di don Tonino Bello e dell’anelito di pace, lasciando un messaggio chiaro: non vi è vera custodia della terra senza la cura del cuore.
Luigi Sparapano



